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Home > Indice news > 1° Memorial Pasquale D'orso
 

E' passata una settimana dalla Jam Session organizzata per ricordare il nostro amico, mi sembrava passato troppo tempo senza aver lasciato due righe per segnalare questo evento, forse modesto e probabilmente inadeguato, che tuttavia, ricorderò come una bella e simpatica festa.

Ad alcuni sarà sembrata inopportuna una festa roccheggiante nell’anniversario della scomparsa di un amico. Nostra intenzione era riunire tutti gli amici ed i familiari di Pasquale e passare una serata insieme, nel ricordo sentito e in un’atmosfera di serenità ed allegria proprio come se il Nostro fosse presente tra noi. Un segno in particolare mi ha convinto della bontà dell’idea : una moltitudine di bambini di tutte le età e di tutti i colori giocavano insieme, i nostri figli tutti insieme come lo eravamo noi. Ero colpito nel vedere queste scene e mi soffermavo a cogliere le facce sorridenti dei bambini e quelle dei genitori, come incredulo in una visione che ha sempre del miracoloso, per quanto comune e naturale.

Ero felice nel vedere mio figlio giocare con i figli dei miei amici di sempre, con la figlia di Pasquale, i figli di Andrea, Lupetto, Tonino, Claudio e altri, ed è bello trovarsi a riflettere sulle cose semplici eppure fondamentali della nostra vita, anche di fronte alle disgrazie, alle ineluttabili sofferenze, alle ferite insanabili che spesso ci procura.

Di seguito ho inserito un pensiero che avrei dovuto leggere durante la serata, cosa che per diverse ragioni non ho potuto fare.

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Mi è stato chiesto di scrivere qualcosa in ricordo di Pasquale, un breve discorso per rammentare il motivo di questa riunione tra amici.
In realtà è un compito molto difficile…si rischia di scivolare in uno di quei discorsi di circostanza… sentiti mille volte senza passione, oppure con un effetto forse peggiore, a mio avviso quasi volgare, ci si dilunga in una tortuosa orazione sulle presunte virtù, in un processo di santificazione che ci allontana dal ricordare una persona che fino allo scorso anno viveva le nostre stesse giornate e condivideva con noi sogni, passioni, desideri….sentimenti umani….terreni e concreti.

Cosa si può dire, allora, per raccontare una persona venuta a mancare….cosa aiuterebbe a riportare Pasquale tra di noi, magari solo per un istante, per rivedere con gli occhi dell’anima la sua figura o sentire risuonare la sua voce?

Sinceramente non ho la risposta, o meglio, non ho la risposta giusta per tutti voi. Perché la sola cosa che posso fare è quella di rievocare elementi, momenti, segni utili per me e che posso solamente sperare, lo siano anche per tutti coloro che lo hanno conosciuto.

Se provo a chiudere gli occhi, nella mia mente affiora subito un’immagine, quella di un cantastorie…….uno di quei personaggi che allietano le feste o le riunioni tra familiari e amici, raccontando le vicende quotidiane condite da elementi fantastici e spassosi, mescolando realtà e finzione con abilità tale da rendere probabili e quindi ancora più divertenti, le storie narrate.

I personaggi delle sue storie, protagonisti, comprimari e comparse, eravamo noi….. amici e familiari.
(Egli) manovrava ogni figura come nel teatro della commedia dell’arte, servendosi degli elementi comuni e condivisi dalla sua platea….. e costruiva storie incredibili, tanto incredibili da riuscire vere. Altre volte inventava personaggi fantastici per creare delle storie da raccontare ai nipoti o alla figlia.

Ora che non c’è più nessuno a raccontare le nostre storie, a scherzare sulle nostre vicende, sui nostri amori e drammi……e come se ci fossimo persi.
Un po come attori consumati e avvezzi allo spettacolo, al brivido della ribalta, che tutto insieme, improvvisamente, si ritrovano….soli….nell’anonimato della quotidianità.

In fondo abbiamo perso il regista, colui che metteva in scena la nostra vita attraverso la propria.

Forse molti di voi hanno letto di Calvino “Il barone rampante”, quel curioso personaggio che ha passato tutta la vita a mezz’aria, sugli alberi, come per mantenere la giusta distanza dagli eventi terreni senza per questo rinunciare a vivere. Ebbene alla sua dipartita, i posteri scrissero :

Visse sugli alberi - amò sempre la terra - salì in cielo.

Ci vediamo …Pasquale.

Bruno

© Bruno Nati b.nati@free.panservice.it 2005 - Aggiornato il